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Gli italiani che usano il web ci credono
lunedì 15 settembre 2008

Molti ancora non lo conoscono
Fonte: I-dome.com

 

E' una percentuale piuttosto alta, ma quasi il 60% degli italiani non usa Internet, né per il lavoro né per motivi personali. La maggioranza di questi non utilizzatori ha più di 50 anni e un titolo di studio medio basso. Questo non significa che le nuove tecnologie della comunicazione siano viste in modo negativo, anzi il 61% degli intervistati ritiene addirittura che gli strumenti di comunicazione elettronica abbiano migliorato la vita sociale, riuscendo ad avere ricadute positive anche sui rapporti interpersonali offline.

 

Sono questi i dati principali che emergono dal secondo sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli per conto di FERPI. Gianluca Comin, Presidente FERPI, commenta: "Il social network e gli altri strumenti che consentono l’interazione fra organizzazioni e stakeholders rappresentano non solo il futuro della comunicazione, ma un’esigenza immediata che aziende e amministrazioni devono coprire.

 

Blog, chat, piattaforme per il social marketing e il giornalismo partecipativo sono già realtà più che radicate principalmente all’estero, come mostra il sondaggio. Se solo un Italiano su cinque conversa on line con le aziende, c’è spazio per crescere e proprio per questo il nuovo sito FERPI mette il social network al centro dell’interazione con i soci, per offrire ai professionisti della comunicazione i più recenti strumenti della Rete."

 

La Rete è la relazione del futuro. E del presente, ma in maniera ancora disomogenea nei contenuti e nella "frequentazione". Il rilevamento FERPI – Istituto Piepoli ha analizzato il rapporto fra Italiani e web, quello che cercano sulla Rete e la loro propensione a diventare internauti come in molti Paesi stranieri.
Dal sondaggio emerge che:
- la mail è di gran lunga il medium online più utilizzato nella vita privata (66% del campione)
- seguito dai giornali web (29%)
- e dall’instant messaging (27%)

 

Valori simili si riscontrano anche per quanto riguarda l’ambito lavorativo, mentre rimangono piuttosto indietro media prettamente aziendali come le Intranet (11%) e comunicati stampa corporate (5%).
Interessante la tipologia di informazione”navigata”:
- cronaca, attualità e sport (36%)
- libri, film e musica (33%)
- viaggi (30%)
- vacanze e turismo (27%)
- e a seguire, politica, servizi, economia e spettacolo

 

Oltre a strumenti e contenuti, il sondaggio ha indagato sul valore relazionale assegnato al web.
I rapporti con le aziende e le organizzazioni migliorano quando sono mediati dalla Rete, come dichiara il 64% del campione intervistato, nonostante le comunicazioni rimangano prevalentemente strumentali, circoscritte al reperimento delle informazioni e alle transazioni commerciali.
Sono infatti ancora pochi gli Italiani (solo il 18% degli intervistati, prevalentemente uomini con un’età superiore ai 25 anni e con un titolo di studio superiore) che utilizzano il web per conversare con le aziende, esprimere opinioni, dare impressioni a imprese, giornali o istituzioni. Il campione intervistato si è espresso anche sul nuovo tipo di linguaggio introdotto da Internet.

 

Se la maggioranza (62%) lo considera il linguaggio del futuro, e dunque un arricchimento, secondo una buona fetta (30%) la comunicazione sul web ha portato un impoverimento della lingua italiana, ovvero un livellamento verso il basso.
Il messaggio è chiaro: per chi ha scoperto la Rete la comunicazione online funge da catalizzatore delle relazioni, sia personali che strumentali. Uno strumento capace di espandere la socialità dell’utente, facilitare i rapporti di lavoro, creare legami.

 
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