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| Gli italiani che usano il web ci credono |
| lunedì 15 settembre 2008 | |
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Molti ancora non lo conoscono
Sono questi i dati principali che emergono dal secondo sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli per conto di FERPI. Gianluca Comin, Presidente FERPI, commenta: "Il social network e gli altri strumenti che consentono l’interazione fra organizzazioni e stakeholders rappresentano non solo il futuro della comunicazione, ma un’esigenza immediata che aziende e amministrazioni devono coprire.
Blog, chat, piattaforme per il social marketing e il giornalismo partecipativo sono già realtà più che radicate principalmente all’estero, come mostra il sondaggio. Se solo un Italiano su cinque conversa on line con le aziende, c’è spazio per crescere e proprio per questo il nuovo sito FERPI mette il social network al centro dell’interazione con i soci, per offrire ai professionisti della comunicazione i più recenti strumenti della Rete."
La Rete è la relazione del futuro. E del presente, ma in maniera ancora disomogenea nei contenuti e nella "frequentazione". Il rilevamento FERPI – Istituto Piepoli ha analizzato il rapporto fra Italiani e web, quello che cercano sulla Rete e la loro propensione a diventare internauti come in molti Paesi stranieri.
Valori simili si riscontrano anche per quanto riguarda l’ambito lavorativo, mentre rimangono piuttosto indietro media prettamente aziendali come le Intranet (11%) e comunicati stampa corporate (5%).
Oltre a strumenti e contenuti, il sondaggio ha indagato sul valore relazionale assegnato al web.
Se la maggioranza (62%) lo considera il linguaggio del futuro, e dunque un arricchimento, secondo una buona fetta (30%) la comunicazione sul web ha portato un impoverimento della lingua italiana, ovvero un livellamento verso il basso. |
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E' una percentuale piuttosto alta, ma quasi il 60% degli italiani non usa Internet, né per il lavoro né per motivi personali. La maggioranza di questi non utilizzatori ha più di 50 anni e un titolo di studio medio basso. Questo non significa che le nuove tecnologie della comunicazione siano viste in modo negativo, anzi il 61% degli intervistati ritiene addirittura che gli strumenti di comunicazione elettronica abbiano migliorato la vita sociale, riuscendo ad avere ricadute positive anche sui rapporti interpersonali offline.
